Il primogenito è Francesco, detto Cico e ha una forma di autismo ad alto spettro. Alterna picchi di assoluta capacità cognitiva a momenti di depressione.
Gli riescono cose complicatissime per la maggior parte delle persone e allo stesso tempo non è capace di allacciarsi le scarpe.
Urla “nevica, nevica” quando è felice e divora quintali di purea per placare l’ansia.
É un vulcano di energia e deve occupare ogni vuoto con una serie frenetica di interpretazioni, dal pizzaiolo al poliziotto. E costringe i fratelli a partecipare.
Poi c’è Stefano, il più ordinario dei tre.
Ha studiato, si è laureato ma si accontenta di fare l’agente di cambio. Innamoratissimo di Nora è in procinto di sposarsi. Anche se la relazione è, al momento e dopo un anno di vita, soltanto platonica. Anzi, addirittura telefonica.
Peraltro intermediata dalla severa futura suocera che non gli consente di parlare con la figlia della quale teme la perdita dell’innocenza.
Infine Enzo, lo sfaccendato.
Andato via di casa a diciotto anni, è il classico maschio immaturo e incapace di assumersi nemmeno la pur minima responsabilità.
Si atteggia a musicista ma nella custodia della chitarra non porta lo strumento ma solo l’occorrente per viaggiare.
Infatti la storia parte proprio dal rientro di quest’ultimo alla casa di famiglia.
La mamma è morta dopo una lunga malattia e il notaio ha convocato i tre fratelli Righi per leggergli il testamento della defunta.
La donna ha espresso le sue ultime volontà: se vorranno dividere la, a quanto pare, cospicua eredità dovranno per forza stare insieme.
Come farà Stefano a sposarsi? La futura moglie non accetterebbe mai di convivere con quel fratello mezzo matto.
E Enzo? Lui suona sulle navi, non potrebbe mai portare in crociera quello strano tipo che divora patate e urla che nevica anche se è il 20 di agosto.
Ma se vogliono prendere la propria parte non possono lasciare Cico da solo. E allora come faranno? Chi si prenderà cura del “diversamente” fratello?
E Cico? Troverà un modo per non perdere l’unica famiglia che ha: questi due disperati fratelli inadatti a vivere ma pur sempre fratelli?
In un’atmosfera in cui la costrizione a convivere scatena situazioni di irresistibile comicità si affaccia ogni tanto la realtà, a volte crudele, dei bisogni.
Il bisogno di pace, il bisogno di soldi, il bisogno di affetto.
É la vita di tutti noi.
Avvisiamo il gentile pubblico che la Produzione dello spettacolo “E fuori nevica”di e con Vincenzo Salemme, ha diramato un comunicato volto ad informare gli spettatori che acquisteranno il biglietto, che lo spettacolo in oggetto potrebbe essere trasmesso in diretta nel mese di gennaio su un’importante emittente televisiva nazionale. Nell’intento di fare cosa gradita nella massima trasparenza, correttezza e rispetto da parte del Teatro Sistina e della Produzione oltre che dell’artista, e certi che comprenderete che l’esecuzione dal vivo in Teatro mai potrà essere superata da una trasmissione attraverso lo schermo, vi attendiamo numerosi ad applaudire uno dei più grandi istrioni del Teatro contemporaneo.
La Direzione